Vagnari, insediamento romano sull’Appia nei pressi di Gravina di Puglia


Il sito dell’insediamento romano di Vagnari si trova a circa 15 chilometri a nord-ovest di Gravina di Puglia, in un terreno agricolo coltivato annualmente a grano. Il sito fu scoperto da Alastair Small durante un sopralluogo nella valle del Basentello nel 2000. Appena a nord di Vagnari passava la via Appia e questa importante strada, assieme al vicino tratturo che, andando da est a ovest, veniva usato per la transumanza dalla Lucania a Gravina, deve aver contribuito allo sviluppo e alla prosperità di Vagnari e, forse, anche alla iniziale scelta della sua  localizzazione.

Fig. 1 Scavi di mura di un edificio del villaggio, visto da sud, 2017 (foto di M. Carroll)

L’università di Sheffield ha condotto lo scavo archeologico nella parte centrale del villaggio (vicus) di  proprietà imperiale dal 2012 al 2019. La necropoli romana, separata dal vicus da un fossato, è stato l’obiettivo della ricerca della McMaster  University nel 2003.

Recenti scavi nel villaggio hanno rilevato insediamenti tardo repubblicani, risalenti al secondo secolo A.C., che possono essere stati realizzati da imprenditori romani che volevano espandersi in Puglia, dopo la conquista romana del terzo secolo. Questo insediamento, e forse altri del territorio dei peuceti, dovevano essere collegati e forse dipendere da Silvium oggi Botromagno.

La proprietà di Vagnari divenne poi imperiale  all’inizio del primo secolo avanti Cristo.

Fig. 2 I dolia della cantina, visti da nord-ovest, 2015 (foto di M. Carroll)

La proprietà imperiale del sito è attestata dai marchi di uno schiavo dell’imperatore che sovraintese la produzione di ceramica per l’edilizia.

Evidenze archeologiche indicano che l’inizio della fase più attiva e importante dell’attività produttiva di Vagnari va collocata tra la fine del primo secolo e la metà del terzo secolo A.C.

Fig. 3 Il pianoro di Vagnari visto dal drone in direzione nord-ovest, verso Monte Marano and la Diga di Basentello (foto G. Ceraudo e V. Ferrari, Laboratorio di Topografia antica e fotogrammetria dell’Università del Salento)

Il sito imperiale poteva contare su ampie basi economiche che comprendevano la coltivazione di cereali, la lavorazione  di metalli e la produzione ceramica, con ulteriore diversificazione, nel secondo secolo, estesa anche alla viticultura; tutte queste produzioni hanno lasciato delle tracce. Sono state esplorate molte strutture relative alla produzione e stoccaggio di prodotti della terra, tra le quali cantine o Cella Vinaria con grandi dolia interrate nel pavimento. Il quarto secolo testimonia il declino e l’abbandono del villaggio. Un insediamento molto meno esteso sorse al di là del fossato e fu attivo solo fino alla fine del quinto secolo.

 

Prof. Maureen Carroll

Department of Archaeology – University of York – Kings Manor – York YO1 7EP – United Kingdom